Monologo di Domenico

Guardo altrove

dal film “NOSTA’LGHIA” di Andrej Tarkovskji

Quale antenato parla in me?
Io non posso vivere contemporaneamente nella mia testa e nel mio corpo
Per questo non riesco ad essere una sola persona
Sono capace di sentirmi un infinità di cose contemporaneamente
Il male vero del nostro tempo è che non ci sono più i grandi maestri
La strada del nostro cuore è coperta d’ombra
Bisogna ascoltare le voci che sembrano inutili
Bisogna che nei cervelli occupati dalle lunghe tubature delle fogne
Dai muri delle scuole dall’asfalto e dalle pratiche assistenziali
Entri il ronzio degli insetti
Bisogna riempire gli orecchi gli occhi di tutti noi di cose che siano all’inizio di un grande sogno
Qualcuno deve gridare che costruiremo le piramidi
Non importa se poi non le costruiremo, bisogna alimentare il desiderio
Bisogna tirare l’anima da tutte le parti come se fosse un lenzuolo dilatabile all’infinito
Se volete che il mondo vada avanti  dobbiamo tenerci per mano
Ci dobbiamo mescolare ai cosiddetti sani e ai cosiddetti ammalati
Ehi voi Sani! Che cosa significa la vostra salute?
Tutti gli occhi dell’umanità stanno guardando il burrone dove stiamo tutti precipitando
La libertà non ci serve se voi non avete il coraggio di guardarci in faccia
Di mangiare con noi, di bere con noi, di dormire con noi
Sono proprio i cosiddetti sani che hanno portato il mondo sull’orlo della catastrofe
Uomo ascolta in te acqua fuoco e poi la cenere e le ossa dentro la cenere
Le ossa e la cenere
Dove sono quando non sono nella realtà
E  neanche nella mia immaginazione?
Faccio un nuovo patto col mondo
Che ci sia il sole di notte e nevichi d’agosto.
Le cose grandi finiscono sono quelle piccole che durano.
La società deve tornare unita e non così frammentata.
Basterebbe osservare la natura per capire che la vita è semplice
E che bisogna tornare al punto di prima
In quel punto dove voi avete imboccato la strada sbagliata.
Bisogna tornare alle basi principali della vita
Senza sporcare l’acqua.
Che razza di mondo è questo
Se è un pazzo che vi dice
Che dovete vergognarvi!
Adesso Musica… Musica… Musica… Oh madre…Oh madre… l’aria e’ quella cosa leggera che ti gira intorno alla testa e diventa piu’ chiara quando ridi.