zia Concettina

 

Contro le date
andava per abitudine contro le date
indossando ciò che
non si ha

per questo non cresceva
mai
e non rimpiccioliva
a pioggia e sole e poche amiche

fu uno stop finché
potè: uno stop vivente
come un’illusione
-torsoli attorno di cavolfiore-

toglieva i giorni pari
dal calendario
e li appallottolava in bocca
riempiendoli di saliva

poi li sputava per strada
cioè su se stessa
era lei la sua strada
che conosceva:

un secchio in una mano -di chi?- 
bucato di lacrime vuote e dure
-talvolta compresse-
solo lasciava che la strada la percorresse

niente problemi di identità
-era nata di dispari-
nuda le bastava sentire il calore
del suo corpo

tutta la sua fiducia nell’artificio
di riempire i giorni pari di saliva
senza sbagliare
la commuoveva a sera rientrando a casa:

era una commozione diligente

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