la pioggia e l’aquila

Piove
un turbamento
inventò il cuore e la carne
li appese ad uno scambio
molto lontano da qui

quattro piedi di furore per
assaltare l’assenza
sbendare l’occhio all’aquila:


tu strappi l’ultimo lembo
di velo
sgusci a vivo
l’azzurro:

vieni -dici-
cingendolo alla vita

gli insegni
la rapidità affondata nella passione
crescente come luna
l’eternità aggressiva
di un istante

Il bicchiere è pieno di pioggia
io bevo a sorsi
la tua voce

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